Idee regalo per un primo compleanno

Compiere un anno è un traguardo che fa emozionare sia il bambino sia i suoi genitori e parenti, e regalare la cosa giusta per questo momento speciale può essere davvero importante. I regali saranno differenti a seconda del sesso del bambino ed anche delle sue attitudini, cercando di tenere sempre in mente che il piccolo potrà godere ancora poco dei beni dei quali sarà destinatario.

 

Idee regalo per una bambina al primo compleanno

 

Per le bambine al primo compleanno il regalo giusto potrà essere la bambola preferita, magari quella che rappresenta un’eroina del suo cartone favorito, o anche un peluche che si leghi al suo animale del cuore, oltre ad accessori e vestiti, sempre utili.

Idee regalo per un bambino al primo compleanno

 

Per un maschio al primo compleanno si potranno regalare delle costruzioni, un pallone (per chi già ami giocare all’aria aperta) e anche alcuni attrezzi semplici che gli consentano di “pasticciare” con le mani in modo sicuro.

Anche in questo caso il vestiario e gli accessori, come cappelli e sciarpe, saranno sempre graditi dai genitori.

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Consigli per raccogliere i funghi

L’autunno è la stagione dei funghi. L’idea di andare in giro per i boschi a cercarli è allettante: raccoglierli, pulirli e cucinarli sono attività divertenti per chi ha del tempo libero da dedicarvi e senz’altro il sapore dei funghi freschi del bosco, come porcini, boleti, prugnoli, è tutta un’altra cosa rispetto a quelli che troviamo nei nostri supermercati, sia mangiati da soli che come parte dei nostri antipasti o dei nostri primi. È però altrettanto vero che la maggior parte di noi non è un cercatore esperto. E allora, come dobbiamo comportarci se vogliamo raccogliere i funghi e non comprarli? Ci sono delle normative da rispettare? Quali e quanti funghi si possono raccogliere? Cosa non va usato per raccoglierli? Ecco qui di seguito alcuni accorgimenti essenziali da seguire e ricordare.

Innanzitutto ricordiamo che per gli amanti della ricerca dei funghi, o per coloro che si accostano a questa attività per la prima volta, consigli utili in merito sono forniti dal Corpo forestale dello Stato, pertanto raccomandiamo di visitare il loro sito ufficiale e di raccogliere tutte le informazioni in merito, anche in considerazione delle diverse aeree di competenza (consigliamo, quindi, di visitare anche i siti delle singole regioni e zone che intendete visitare).

In ogni caso, elencheremo ora qui di seguito alcune semplici regole.

Prima di partire

Per raccogliere i funghi sono previste delle apposite autorizzazioni, sotto forma di tesserini o permessi di durata variabile, emessi previo pagamento dagli enti locali, quali comuni, consorzi di gestione dei parchi, comunità montane, province o esercizi pubblici convenzionati.

Scegliete attrezzatura e abbigliamento adatti: scarpe da trekking o scarponcini alti o stivali, lampada, cellulare, cibo e acqua, un bastone per battere ed esplorare il terreno per evitare eventuali pericoli.

Una volta scelto l’itinerario che volete percorrere, documentatevi ed evitate i percorsi che non ritenete adatti alle vostre capacità fisiche.

Prima di incamminarvi, ricordatevi di dare comunicazione dei vostri spostamenti e consultate i bollettini meteo per verificarne l’evoluzione. Se dovesse mettersi a piovere non sostate vicino agli alberi o ad oggetti appuntiti che potrebbero attirare i fulmini.

Non andate da soli nel bosco in modo da avere sempre qualcuno vicino in caso di necessità.

Come e cosa raccogliere

Evitate sempre e comunque di raccogliere funghi che non conoscete e preferite solo quelli integri e in buono stato di conservazione. Se avete dubbi sulla loro commestibilità prima di pulirli ricordatevi di consultare la propria ASL: per essere certi della loro commestibilità è necessario determinarne la specie con un attento esame di riconoscimento delle loro componenti morfologiche. Non raccogliete funghi se questi si trovano nei centri abitati, o lungo strade molto trafficate (potrebbero essere contaminati da elevate quantità di piombo) o su terreni coltivati o pascoli (dove potrebbero essere state cosparse sostanze tossiche come fertilizzanti, disinfettanti o diserbanti).

Sono ammessi non più di due o tre chili a persona per il raccolto giornaliero (il tetto massimo è deciso da ogni singola regione) e dovete informarvi su eventuali restrizioni per alcune varietà di funghi, a seconda delle zone in cui vi trovate. Ricordatevi inoltre che la raccolta è consentita solo in giorni e ad orari precisi.

È vietato:

  • utilizzare uncini o rastrelli che grattano il sottobosco e che possono danneggiare l’humus e il micelio che producono i funghi
  • tagliare i funghi alla base – questi devono infatti risultare sempre riconoscibili
  • usare buste di plastica per trasportarli. I contenitori devono essere aerati e rigidi (come i classici canestri) per consentire la diffusione delle spore nel bosco e affinché il prodotto non si deteriori durante il trasporto. Ricordatevi inoltre di pulire subito il fungo da residui di terriccio, rami e foglie per garantirne l’integrità
  • danneggiare volutamente i funghi – per cui non vanno mai abbandonati una volta staccati dal terreno. Lo stesso vale per i funghi velenosi, altrettanto importanti per l’equilibrio biologico
  • raccogliere funghi troppo giovani, che non hanno ancora prodotto i loro semi ed evitate comunque quelli vecchi e/o ammuffiti.

Come pulire e cuocere i funghi

Poiché i funghi deperiscono velocemente, è necessario consumarli presto. La pulizia deve essere accurata: è necessario eliminare le parti rosicchiate dagli animali o intaccate dai vermi. Con delicatezza vanno tolti i residui dalle lamelle e, nel caso di boleti, la parte spugnosa dei tubuli se questa è annerita o molla.

È meglio lavarli interi, così che assorbano meno acqua, e non troppo a lungo per non perderne il sapore. Tuttavia alcune specie necessitano una sbollentatura per eliminare le tossine termolabili e renderli così commestibili. Tutte le fasi di cottura, conservazione ed essiccazione dei funghi devono seguire solo ad una certa identificazione degli stessi, perché tentare di riconoscerli successivamente è praticamente impossibile. Tutti i funghi, generalmente, sono difficilmente digeribili, quindi evitate di mangiarne in grande quantità, compresi i porcini. Diffidate dei consigli di parenti e amici e non mangiate funghi regalati: fidatevi solo di quello che conoscete secondo la vostra esperienza. Potete anche congelarli in casa se preferite.

E a questo punto. Buon appetito!

Dimagrire mangiando: Si può fare?

Sembra impossibile, vero?! Eppure dalle ultime ricerche arriva una speranza: a fare la differenza non sarebbe la dieta, ma piuttosto quanto si mangia. Troppo semplice dite? Eppure il dott. Fran Sacks professore presso la Harvard School of Public Health, è autore di uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine i cui risultati sembrano confermare proprio questa teoria, arrivando quindi a dire che tutto sommato non esiste una dieta migliore di un’altra.

La soluzione sembra talmente ovvia da non lasciare dubbi sulla sua veridicità, eppure come tutte le cose, anche questa teoria ha il rovescio della medaglia. Il fatto è che non solo non è semplice selezionare gli alimenti per tipologia e quantità tali da ridurre le calorie contenute nei nostri pasti senza sbilanciare l’equilibrio fra valori nutritivi assunti e calorie bruciate, ma oltretutto ridurre drasticamente la quantità di cibo ingerito è proprio la causa maggiore che porta chi ha intrapreso una dieta ad abbandonarla.

La ricerca del dott. Sacks insegna che il cambiare stile alimentare deve essere qualcosa di lento e graduale, sia per abituare il fisico a sostenere il nuovo regime dietetico nel tempo, e sia per evitare la mortificazione e il nervosismo dettati da una improvvisa mancanza di cibo.

Invece di puntare a grandi risultati in poco tempo, sarebbe meglio cercare di raggiungere degli obbiettivi realistici soprattutto considerando i vantaggi in termini di salute.

Gli spunti di questa ricerca sono stati ripresi anche dai nutrizionisti italiani, molti dei quali insistono sull’importanza del metabolismo basale per bruciare le calorie in eccesso e scongiurare l’accumulo di grasso. Cosa s’intende per metabolismo basale? In parole povere si tratta dei processi messi in pratica dall’organismo per ricavare energia dal cibo e mantenere tutti quei processi che ci mantengono in vita: respirazione, battito cardiaco, circolazione sanguigna, etc etc.

Il metabolismo basale è regolato dall’equilibrio ormonale, a sua volta influenzato dal bilancio calorico. Quando mangiamo di meno, inevitabilmente, gli ormoni calano e il cervello interpreta la situazione come una possibile carestia. Pensiamoci bene, per tutta la storia dell’essere umano il problema principale è stato il cibo. Solo negli ultimi anni sono arrivati i supermercati, gli allevamenti intensivi e l’agricoltura di massa. Nel mondo occidentale è praticamente impossibile morire di fame, ma i nostri geni non si sono ancora adeguati a questo rapido cambiamento. Il nostro codice genetico è lo stesso di quello dei nostri antenati preistorici. Per tanto siamo ancora programmati per accumulare grasso in vista di carestie, glaciazioni e altri eventi che limitano la disponibilità di cibo. Tutto questo ragionamento ci porta alla conclusione che la restrizione calorica troppo intesa ci porta al risultato opposto del dimagrimento. Quindi, cosa bisogna fare realmente per dimagrire?

In primo luogo seguire un’alimentazione sana, equilibrata e che apporti tutti i nutrienti necessari. Le diete che escludono un qualsiasi tipo di macronutriente sono assolutamente da evitare. In seconda battuta aumentare l’attività fisica, sopratutto quella di tipo anaerobico. Eh si, perché questo è un altro falso mito. I grassi vengono bruciati quando siamo a riposo e la beta-ossidazione avviene nei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule. Aumentando la massa muscolare, avremo più fornaci che bruceranno i grassi in eccesso, e i muscoli crescono solo quando si mangia abbastanza.

Il messaggio è chiaro: Mangia che dimagrisci!

Il cibo spazzatura crea dipendenza

Il termine “cibo spazzatura” viene utilizzato per indicare alimenti a basso valore nutrizionale ma ad alto contenuto calorico. Si dovrebbe limitarne il consumo nella dieta perché considerato dannosi per la salute, tuttavia, nell’industria alimentare c’è una grande varietà di prodotti che rientrano in questa categoria. A fronte di questa situazione, nutrizionisti e medici si sforzano di educare le persone ad evitare il cibo spazzatura a favore di una dieta equilibrata e variegata, composta da un’alta percentuale di alimenti sani.

Il termine junk food è stato adottato nel 1972 dal Center for Science in the Public Interest con l’intenzione di attirare l’attenzione del pubblico sugli alimenti che forniscono molte calorie ma poche sostanze nutritive. Per l’industria alimentare, vendere questo tipo di cibo è molto redditizio in quanto prodotto con ingredienti a basso costo e spesso con l’aggiunta di conservanti e additivi, rendendo più facile l’approvvigionamento e lo stoccaggio.

I cibi e gli alimenti che rientrano in questa categoria sono diversi. Ad esempio le patatine fritte, caramelle, gelatine e alimenti di questo tipo sono universalmente considerati junk food. Il cibo spazzatura è spesso associato anche al fast food come hamburger, pizza o fritture. Quindi una vera e propria classificazione non esiste, ma con un po’ di buon senso si capisce immediatamente se un alimento è salutare o meno.

Ma perché non riusciamoci a liberarci da questo retaggio? Perché il cibo spazzatura è così tremendamente attraente? Secondo alcune ricerche, il junk food si comporterebbe come una droga, portando alla dipendenza chi lo consuma. In pratica più si mangiano cibi trasformati industrialmente e più il nostro corpo ce ne chiede, per appagare quella sensazione di piacere che deriva dal loro consumo.

Ad affermarlo sono stati i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università del Michigan, secondo i quali appunto, consumare cibo spazzatura, anziché portare alla naturale sensazione di sazietà, indurrebbe a desiderarne ancora, alla stessa stregua di alcol, fumo o droga.

Non è la prima volta che una ricerca scientifica giunge a questa conclusione, in passato era stato appurato che alcune tipologie di alimenti, molto grassi o troppo dolci, provocavano reazioni chimiche a livello cerebrale che se interrotte, per esempio da una dieta, davano gli stessi effetti che prova chi si sta disintossicando.

La depressione a cui normalmente va incontro una persona che ingrassa in modo spropositato per la cattiva alimentazione, sopraggiungerebbe in realtà ben prima dell’obesità e sarebbe determinata proprio dalla cattiva qualità dei cibi.

Alcune tipologie di alimenti, molto grassi o troppo dolci, provocherebbero reazioni chimiche a livello cerebrale che se interrotte, per esempio da una dieta, darebbero gli stessi effetti che prova chi si sta disintossicando.

Lo ha stabilito uno studio canadese condotto dai ricercatori dell’Università di Montreal e pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Obesity.

Il team coordinato dalla dottoressa Stephanie Fultonha ha studiato questo fenomeno sui topi in laboratorio, scoprendo che quelli nutriti con cibi spazzatura sviluppavano una neurochimica del cervello diversa dagli altri alimentati in modo sano.

Nello specifico, nei primi si registravano sintomi depressivi qualora veniva variata la loro dieta, che quando passava da grassa a sana, provocava maggiore ansietà, sensibilità allo stress e astinenza.

Dieta 1500 calorie: come funziona ?

Molte persone desiderano perdere peso per ritrovare la propria linea e mantenersi in forma. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale seguire un piano alimentare specifico al quale abbinare un’attività fisica regolare. Tuttavia, andare in palestra potrebbe non essere sufficiente poiché se non viene seguita la giusta dieta sarà difficile ottenere i risultati desiderati. È molto importante infatti gestire il rapporto con il cibo e saper scegliere gli alimenti più salutari e genuini. Generalmente il fabbisogno calorico quotidiano di un uomo adulto è di circa 2500 calorie al giorno mentre per una donna corrisponde a circa 2200 calorie. La dieta da 1500 calorie è risultata essere particolarmente efficace per tantissime persone che l’hanno sperimentata, riuscendo in tempi abbastanza brevi a raggiungere il proprio obiettivo di dimagrimento. Tuttavia questa tipologia di regime alimentare può portare a risultati differenti a seconda di vari fattori come il sesso e la corporatura di un individuo. Pertanto prima di variare la propria alimentazione è buona norma parlarne con il proprio medico di fiducia.

Accorgimenti principali nella dieta da 1500 calorie

La dieta da 1500 calorie prevede delle semplici accortezze utili per seguire correttamente questo piano alimentare. Infatti, l’accorgimento basilare per non superare le 1500 calorie giornaliere è quello di consumare tre pasti leggeri i quali a loro volta non devono superare le 400 calorie. Mangiare poco e spesso evitando le grandi abbuffate è il segreto di ogni dieta, in questo modo l’organismo andrà ad assimilare al meglio le sostanze nutritive necessarie, i livelli di zucchero nel sangue resteranno bassi e si andrà a stimolare anche il metabolismo. Non sempre però si ha la possibilità di seguire queste abitudini, pertanto è fondamentale seguire un piano alimentare adeguato al proprio stile di vita. Non tutti possono avere il tempo di preparare e consumare sei pasti al giorno, quindi in questi casi è consigliabile seguire la dieta da 1500 calorie mangiando tre volte al giorno.

Esempio dieta da 1500 calorie

Colazione: una tazza di tè o caffè e un cucchiaino di zucchero, una tazza di latte parzialmente scremato (200 ml), in alternativa optare per dello yogurt magro (150 g) e fette biscottate integrali.

Verdure: le verdure possono essere consumate in abbondanti porzioni, prediligendo quelle che contengono un’elevata quantità di calcio come spinaci, carciofi e cavoli.

Frutta: è importante consumare quotidianamente almeno 400 g di frutta di stagione sia come spuntino sia durante i pasti.

Spuntino: per lo spuntino si può optare per dello yogurt magro (125 g) sia bianco che alla frutta e per merenda un cucchiaio di burro di arachidi e una mela cruda o un frutto di stagione.

Pranzo: a pranzo si può variare tra crackers light (non più di 8) e 1 avocado, oppure del pane integrale (70 g), un’insalata di pomodori, 100 g di mozzarella oppure 60 g di prosciutto cotto. In alternativa prediligere del pane di soia (70 g), spinaci in padella e carpaccio di manzo (120 g).

Cena: a cena via libera a ceci o piselli in scatola, riso integrale (70 g) con pecorino (60 g) abbinando il tutto a un’abbondante porzione di verdure grigliate.

Verdure verdi: quali sono ?

Le verdure sono alimenti molto importanti per la salute dell’organismo, tuttavia non sempre si è ben informati su quali siano le verdure più genuine e ricche di proprietà benefiche. Generalmente le verdure a foglia verde sono utilizzate in cucina per arricchire le pietanze, ma in realtà sono particolarmente salutari e ricche di tantissime sostanze nutritive. Da numerosi studi è emerso che consumare regolarmente le verdure all’interno della propria dieta può aiutare a prevenire l’insorgere di malattie o patologie. Una delle verdure verdi migliori è il crescione, grazie al suo importante valore nutrizionale. Si tratta infatti di un alimento ricco di sali minerali come potassio e calcio e di proteine, fibre, vitamina A e D, nonché altre sostanze nutritive necessarie per il benessere dell’organismo. Dopo il crescione, anche il cavolo cinese è una verdura a foglia verde dalle importanti proprietà benefiche.

Le proprietà nutrizionali delle verdure a foglia verde

Le verdure più utilizzate sulle proprie tavole sono alimenti particolarmente salutari poiché ricchi di clorofilla, soprattutto per quanto riguarda le bietole o gli spinaci. I valori nutrizionali delle verdure verdi inoltre sono maggiori rispetto alla frutta o agli ortaggi tra cui pomodori, peperoni o limoni. Occorre considerare che molte persone assumono la cattiva abitudine di non consumare regolarmente le giuste quantità di verdure poiché considerate degli alimenti molto leggeri e dietetici che non garantiscono il giusto senso di sazietà, mentre è la stessa scienza a sottolineare l’importanza del loro valore nutrizionale, consigliandone un’assunzione adeguata. Per questo motivo è buona norma non sottovalutare il consumo di verdure integrandole regolarmente nella propria dieta e abbinando vari tipi di verdura per arricchire i propri piatti con un tocco di creatività. Un’abbondante insalata, infatti, sarà in grado di sostituire un pasto e fornire all’organismo tutte le proprietà nutritive di cui ha bisogno. Pertanto il corretto fabbisogno giornaliero di frutta e verdura è un aspetto molto importante e può dipendere da vari fattori come l’età, il sesso, l’esercizio fisico e lo stile di vita.

Elenco verdure a foglia verde

A questo punto non resta che scoprire quali sono le verdure verdi attraverso un elenco specifico. Tra le verdure a foglia verde si trovano il crescione, il cavolo cinese, la bietola, la barbabietola verde, gli spinaci, la cicoria, le foglie di lattuga, il prezzemolo, il cavolo verde, la lattuga romana, la senape verde, l’erba cipollina, la rapa verde, il cavolo nero, il tarassaco, la rucola, il pepe rosso, la zucca, i broccoli, il cavolfiore, il cavolo rapa, lo scalogno, le carote, il cavolo, i pomodori, le fragole, i ravanelli, la lattuga Iceberg, la rapa, la rapa Svedese, i porri, l’uva bianca, le more ed infine le patate dolci.

I prodotti dimagranti sono sicuri?

Che differenza c’è tra integratori e farmaci dimagranti? Sono sicuri al 100%? Proviamo a rispondere a queste difficili domande.

La moderna società, che si basa solo sullo sterile concetto dell’apparenza, è dominata da un punto interrogativo di immense dimensioni: è possibile dimagrire senza troppa fatica e particolati rinunce? Un interrogativo che trae la sua linfa vitale dal grande mercato, in continua espansione, dei prodotti dimagranti. Siamo di fronte ad un duplice problema: da un lato la sfrenata corsa (a volte condotta senza far minimo riferimento alla ragione) alla perfezione fisica; dall’altro la contraddizione del dimagrire senza sforzi creata proprio dalla massiccia (e a volte ingannevole) pubblicità dei prodotti dimagranti di ultima generazione.

Metabolismo lento? Ecco la sostanza per accelerarlo. Grasso addominale? Ecco il farmaco snellente. Come dimagrire? Come bloccare la fame? Basta questo semplicissimo prodotto. È possibile andare avanti così quasi all’infinito, proprio grazie alla grande scelta di questo business milionario.

Ma, torniamo a noi e concentriamoci sui prodotti dimagranti e cerchiamo di capire se sono davvero utili e non dannosi per il nostro organismo.

I prodotti dimagranti sono sicuri?

Chiariamo una cosa: i prodotti in questione, come pillole dimagranti o qualsiasi essi siano, sono consigliati solo per coloro i quali hanno problemi di sovrappeso (che possono essere di diversa natura) e sono seguiti da un medico specialista. Per tutti coloro che sono semplicemente ossessionati dalla linea perfetta e dalla silhouette statuaria, senza avere (per fortuna) nessun problema serio legato al proprio peso o al metabolismo, il consiglio è quello di lasciar perdere qualsiasi prodotto e concentrarsi unicamente su di una sana ed equilibrata alimentazione.

La questione è abbastanza complessa e utilizzare queste parole sembra quasi sminuirne l’importanza, ma in fin dei conti è questo il succo del discorso. I prodotti dimagranti, integratori o farmaci, possono presentare delle controindicazioni, ma se utilizzati con criterio e seguendo le precise direttive di un medico, ecco comparire il tranquillizzante fattore sicurezza.

Anche se 100% naturali o con qualsiasi etichetta che rassicuri sul loro utilizzo, mai deve esserne fatto un uso poco razionale e oltre i limiti consigliati. Chi meglio del nutrizionista o altro medico specialista può consigliarvi in merito?

Prodotti dimagranti: che differenza c’è tra farmaco e integratore?

È importantissimo chiarire la differenza tra farmaco e integratore dimagrante: i primi possono essere acquistati solo in farmacia; i secondi sono realizzati con prodotti naturali che aiutano a perdere peso o accelerare il metabolismo.

Molti prodotti appartenenti alla prima categoria sono stati ritirati dal mercato, proprio per gli effetti collaterali causati (vedi sibutramina che provocava tachicardia, ipertensione e palpitazioni).

Alla seconda grande categoria appartengono tutti quei prodotti che, come la bromelina contenuta nell’ananas e la papaina, non hanno evidenti effetti collaterali. Altri integratori a base di caffeina, guaranà, tè verde, carnitina e altro possono invece causare disturbi di diverso genere (cardiaci, insonnia, gastrite, diarrea, ecc.). Ne abbiamo citati solo alcuni, poiché stilare una lista completa è un’impresa davvero ardua, per far capire le differenze tra le due classi di prodotti dimagranti.

Questo significa che nessun farmaco o integratore deve essere utilizzato? Semplicemente il loro uso deve essere controllato, seguito da professionisti e accompagnato da uno stile di vita sano.

Ricette per bambini di un anno

Un bambino di un anno ha esigenze nutrizionali specifiche: ormai non è più un neonato e nella sua dieta ci sono già alimenti semi solidi, molto importante evitare carenze nutrizionali e allo stesso tempo non appesantire fegato e reni. Ecco delle ricette per bambini di un anno che rispettano la piramide alimentare tipica di questa età.

Latte e frutta tutti i giorni

I bambini di un anno devono fare due poppate di latte al giorno, solitamente una la mattina e una la sera prima di addormentarsi. Nell’arco della giornata devono esservi anche due porzioni di frutta, si possono acquistare omogeneizzati già pronti, oppure ridurre in polpa la frutta fresca, meglio non aggiungere zucchero perché non è l’ideale per la dieta dei bambini e poi la frutta contiene già il suo quantitativo naturale di zuccheri, in realtà molto più salutare, ovvero il fruttosio. La frutta può essere utilizzata per lo spuntino mattutino e pomeridiano. Da preferire, almeno nella fase iniziale, sono la mela e la pera e poi man mano che il bimbo diventa un po’ più abituato a questi sapori, è possibile integrare altre varietà di frutta, sempre attenendosi alle indicazioni del pediatra.

Ricette per bambini di un anno: brodo vegetale

Ecco però le vere ricette per i bambini di un anno. Nella piramide alimentare dei bambini deve essere presente il brodo vegetale, da utilizzare per la pastina o il semolino. Queste specialità, tipiche di una dieta per bimbi piccoli, dovrebbero occupare 1-2 pasti al giorno. Per preparare il brodo vegetale basta mettere in una pentola una patata, una carota e una zucchina, coprirle di acqua, un litro, e lasciare sobbollire. Quando inizia a bollire si deve aspettare che l’acqua si dimezzi, attraverso la naturale evaporazione a cui sarà soggetta. A questo punto si può aggiungere un pizzico di sale, quindi filtrare il brodo e utilizzarlo per la pastina. Se il brodo è in esubero, si può conservare la parte non utilizzata per almeno 24 ore, a patto di riporla in in frigorifero. Dopo aver provato questo brodo per qualche giorno, si possono aggiungere una alla volta altre verdure come, fagiolini, bietole, zucca. Perchè vengano rispettati i precetti dei nutrizionisti più rigidi nell’integrazione di una piramide degli alimenti equilibrata per bambini di 1 anno d’età, quando si segue la ricetta per una pastina o semolino si dovrà condire il tutto esclusivamente con olio extravergine di oliva e si potrà completare il piatto aggiungendo un po’ di parmigiano reggiano grattugiato o formaggino, ideale per l’assimilazione del calcio nei più piccoli, senza però esagerare nelle dosi.

Per rendere il brodo vegetale più gustoso e più nutriente si possono passare le verdure al passaverdure e aggiungerle alla pastina, oppure darle al bambino condite con un filo di olio extravergine di oliva, al naturale, diventando anche un ottimo secondo.

Ricette per bambini di un anno: carne e pesce

All’interno della settimana è necessario che vi siano 1-2 porzioni di carne, 1-2 porzioni di pesce e un tuorlo d’uovo. Ovviamente senve un po’ di logica per capire come un bambino di un anno non possa mangiare una bistecca. La soluzione è quella di comprare gli omogeneizzati, oppure prepararli in casa.

A tal proposito, reputiamo utile suggerire una ricetta destinata all’alimentazione dei  bambini di un anno. Occorrerà selezionare tagli di carne magra, preferire pollo, tacchino, manzo. I pezzi di carne devono essere inseriti in una pentola insieme a qualche verdura. Si aggiunge quindi un po’ acqua e si fa cuocere il tutto. A questo punto la carne deve essere frullata anche aggiungendo un po’ di brodo. Basta pochissimo sale e un po’ di olio di oliva e il piatto è pronto.

Il procedimento per preparare un omogenizzato a base di pesce è simile, ma fate attenzione alle lische e quindi a pulirlo in modo perfetto o il rischio è troppo alto per destinare questo pasto ad un fanciullino così giovane.

E se non si ha tempo per preparare tutti i giorni gli omogeneizzati, cosa si può fare? Nulla di particolarmente complicato, non allarmatevi!

In questo caso basterà procurarsi dei vasetti con chiusura ermetica e dopo aver prelevato la porzione del giorno, mettere la parte rimanente in frigo. In questo modo, quando si avrà bisogno di cucinare qualcosa, ma non si avrà molto tempo, si potrà riscaldarli a bagnomaria ed avere ugualmente un pasto molto nutriente.